All'inizio di marzo, Francis Kaufmann alias Rexal Ford, l'uomo accusato di aver ucciso una bimba di sei mesi a Roma, ha deciso di lasciare l'isola di Malta, dove si trovava con la donna che presentava come sua moglie e la neonata.
La decisione di partire, forse presa repentinamente, lo ha portato a tentare di andarsene non tramite navi di linea o aerei, ma affittando un'imbarcazione attraverso una società di charter.
Un modo anche, si ipotizza, per non lasciare tracce. Una ricerca avvenuta in modo non del tutto lineare: l'uomo, utilizzando l'alias italiano Matteo Capozzi, ha cercato contatti anche "a caso" sui social, che potessero fornirgli elementi per arrivare a dama. Tracce di questa ricerca arrivano da persone che sono state contattate da Kaufmann nei primi giorni di marzo. Il 16 marzo, il 46enne californiano contatta a un fotografo che lavora a Palermo: "Ciao Giovanni - scrive utilizzando il servizio chat di Facebook -, mi chiedevo se conosci qualcuno con barche private dalla Sicilia a Malta e ritorno? Se sì, qual è il prezzo più basso? Grazie". Un messaggio inviato alle 10:43, a cui il destinatario non replica. "Non so proprio chi sia questa persona - racconta all'ANSA il fotografo -. Il mio profilo compare tra le amicizie di questo Capozzi, ma io non mi occupo del settore, faccio tutt'altro nella vita, e quindi ho evitato di rispondere".












