«Ubriaco, barcollante, con una bottiglia di vino in una mano e la bambina in lacrime sull’altro braccio», così l’ultimo testimone che ha visto Rexal Ford/Francis Kaufmann con la piccola ancora in vita, poche ore prima che lui la uccidesse, descrive le condizioni dell’uomo con quella che ha sostenuto essere sua figlia. Siamo alle 18.12 del 5 giugno in largo Benedetto Cairoli e l’atteggiamento sembra dimostrare che quella bambina fosse per lui un fastidio di cui liberarsi: «A un certo punto l’ha appoggiata sul sedile di uno scooter in sosta», aggiunge il testimone. Altre due persone lo notano in quelle ore, ed entrambi descrivono la piccola con lo stesso vestito rosa trovato in un cestino dei rifiuti non lontano da dove era il suo corpo senza vita, nelle sterpaglie di Villa Pamphili. Secondo l’accusa del pm Antonio Verdi e dell’aggiunto Giuseppe Cascini, accolta dal gip Flavia Costantini su indagini della squadra mobile e dello Sco, Ford/Kaufmann la avrebbe spogliata proprio per non renderla riconoscibile. Sono le carte processuali a ricostruire che cosa è accaduto nei giorni precedenti il ritrovamento dei corpi.
Villa Pamphili, l'ultimo testimone che ha visto «Rexal Ford» con la bimba viva: «Era ubriaco, infastidito l'ha appoggiata su uno scooter in sosta». Così si è disfatto dei corpi
Nelle carte le ultime ore a Roma. Giallo sul passaporto, poteva essere fermato. Il vero nome dell'uomo è Francis Kaufmann










