C’è una frase che si sente spesso tra adulti quando si parla della maturità: “L’esame è sempre stato stressante, anche noi lo abbiamo vissuto. È normale.” Sì. È vero. Ma quello che questa ricerca mostra è che oggi l’esame non è più soltanto stressante. È diventato qualcos’altro. È diventato lo specchio di una condizione più ampia, più sottile e più pervasiva. È diventato una lente attraverso cui osservare il modo in cui i ragazzi vivono sé stessi, i propri limiti, le aspettative, e soprattutto l’idea di valore personale. E questo cambia tutto.
I ragazzi e la maturità: l’indagine
Per l’indagine di Skuola.net e dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo abbiamo ascoltato 641 studenti italiani che si preparano ad affrontare l’esame di maturità. Li abbiamo ascoltati senza interromperli con le nostre supposizioni adulte. Senza cercare risposte da copione. E quello che è emerso è una fotografia nitida, non eccessiva, ma profondamente vera: l’esame è solo il punto di emersione di un disagio che esiste anche altrove. Non è l’inizio del problema. È il momento in cui quel problema prende voce.
Cosa nasconde l’ansia per l’esame
Quasi 7 ragazzi su 10 pensano spesso di non essere abbastanza preparati. Ma quello che si percepisce è che non si riferiscono solo alla scuola. “Non sono preparato” suona più come “non sono all’altezza”. Più come “non sarò mai abbastanza”. È una dichiarazione identitaria, non scolastica. E questo è già un dato che ci obbliga a spostare lo sguardo.












