«Il nostro obiettivo è quello di ridurre di 20 milioni di euro la nostra spesa attuale per i gettonisti entro fine anno». L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, fissa il suo target per il taglio ai medici che operano su chiamata nelle strutture sanitarie pubbliche piemontesi, su cui il presidente Cirio durante il bilancio ha detto: «Non è che mi stiano simpatici, ma non dimentichiamoci che oggi sono necessari per garantire il servizio». L’utilizzo dei gettonisti in Piemonte, oggi, è da record e pesa sul bilancio per 115 milioni di euro l’anno: è la regione che li usa di più. Ma tagliare 20 milioni significa rinunciare a un gettonista su sei di quelli oggi necessari per non chiudere reparti o pronto soccorso. Assessore, la Regione può permetterselo?«Dobbiamo farlo, 115 milioni spesi per i gettonisti sono troppi. A volte non si può fare a meno di loro, ma devono essere un supporto momentaneo e non i sostituti sistematici degli assunti».
E come farete?«Lo faremo senza chiudere neanche un reparto: non risparmiamo rinunciando a erogare le cure di cui i piemontesi hanno bisogno. Ma approntando un altro tipo di tagli, come quelli energetici o quelli derivati dall’eliminazione delle locazioni passive». Ma non può bastare…«Poi, certo, spingiamo per la massima internalizzazione possibile del lavoro. Anche per questo abbiamo assunto 305 operatori da marzo e, in generale, il personale sanitario è aumentato di 1.755 unità rispetto a due anni fa. I gettonisti vanno riportati al livello in cui sono sempre stati nel giro di un triennio».







