“L’incubo” prospettato a Quarto Grado dal legale di Andrea Sempio – l’unico nuovo indagato dalla Procura di Pavia per concorso in omicidio nel caso riaperto dell’uccisione di Chiara Poggi – per cui nel vasetto di “fruttolo”, reperto chiave del nuovo incidente probatorio in programma il 17 giugno, verrà riscontrato il DNA del suo assistito ha destato qualche sospetto. Massimo Lovati ha ribadito la sua preoccupazione che lo porta a sognare questo scenario di notte durante la puntata di Zona Bianca: “La prova sarebbe dirimente, credo”. L’avvocato dell’amico di lunga data del fratello di Chiara, oggi 37 enne, confessa al conduttore Giuseppe Brindisi che “non essendo un genetista”, non sa se esiste l’eventualità per la quale, a distanza di 18 anni dall’omicidio per il quale nel 2015 è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione il fidanzato della vittima Alberto Stasi, “sia possibile estrarre una traccia biologica da quei reperti”.