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“L’Iran è in ginocchio. Per Israele e Stati Uniti si tratta di un’opportunità storica.” Così Bernard Selwan Khoury, direttore del Centro Studi sul Mondo Arabo Cosmo, ha commentato il nuovo attacco sferrato da Israele contro obiettivi iraniani, spiegando perché questa operazione militare sia arrivata proprio ora. Secondo Khoury, una serie di contingenze politiche e militari ha reso il momento “strategicamente perfetto” per colpire Teheran. Dopo la morte del presidente Raisi, l’Iran vive infatti un forte vuoto di potere, una crisi interna accentuata da tensioni popolari, pressioni economiche e un crescente isolamento internazionale.

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“È un momento di grande debolezza per l’Iran”, spiega Khoury su RaiNews. “Le strutture di comando sono indebolite, e il paese è impegnato in più fronti: dalle tensioni con gli Stati del Golfo, ai problemi interni, fino ai rapporti sempre più compromessi con l’Occidente. Netanyahu ha colto un’occasione irripetibile per dare un segnale", ha continuato. Ma se da un lato l’azione militare serve a rafforzare la posizione israeliana, dall’altro non si esclude uno spazio per la diplomazia: “Non è detto che la finestra negoziale sia chiusa. In certi casi, è proprio l’escalation a creare le condizioni per una trattativa".