Il presidente americano Donald Trump nei giorni scorsi ha attaccato le persone che a Los Angeles manifestavano contro i raid anti-immigrati definendole «animali». Non è il primo e purtroppo non sarà sicuramente l'ultimo a utilizzare questo termine in senso dispregiativo.
Commettendo intanto un errore tassonomico, peraltro molto diffuso: «Animali» indica uno dei regni in cui si divide il dominio Eukaryota, uno dei due che raggruppano tutti gli esseri viventi. E di Animalia, il regno animale nella definizione scientifica, fanno parte quasi 2 milioni di organismi classificati e chissà quanti altri ancora da scoprire. Ne fa parte anche la specie homo sapiens, ovvero tutti quanti noi.
Il che da un lato dà ragione a Trump, perché quelli che manifestavano erano effettivamente «animali», in senso lato. Ma smonta alla base la distinzione sprezzante da lui cercata, perché «animali» sono anche tutti gli altri esseri umani, Mr. President compreso.Il punto è però più concettuale che lessicale. Per quale motivo gli «animali» dovrebbero essere qualcosa di peggiore degli esseri umani, tanto da meritare di essere nominati in negativo?Gli (altri) animali non uccidono se non per necessità di sopravvivenza, ovvero per alimentarsi perché la natura contempla l'esistenza di prede e predatori. E anche in questo caso non uccidono più del necessario. Un leone sazio non sterminerà altre gazzelle.Gli (altri) animali non allevano altri animali per macellarli, non riempiono magazzini, non stipano frigoriferi e non buttano cibo lasciato scadere. In natura lo spreco alimentare non esiste.Gli (altri) animali non minacciano le altre specie. Difendono, al limite, il loro territorio, le loro compagne, il loro branco ma non conquistano terre che non sono indispensabili alla loro sopravvivenza e che ospitano altri branchi e altre specie pensando che «in un modo o nell'altro le avremo».Gli (altri) animali non sfruttano -e men che meno uccidono - gli altri animali per divertimento.Gli (altri) animali non fanno discriminazioni.Gli (altri) animali non mettono a rischio il pianeta in cui vivono, depauperandolo e inquinandolo.Gli (altri) animali non odiano gli esseri umani e in molti casi, anzi, li aiutano nella vita quotidiana, fanno loro compagnia, li salvano. E anche li nutrono.Gli (altri) animali non diffondono fake news.L'elenco potrebbe continuare a lungo.Ma davvero si può ancora credere, nel 2025, che il termine «animale» possa essere usato come insulto?Va da sé che, alla luce dell'elenco di cui sopra, gli (altri) animali, se volessero, un insulto se lo ritroverebbero bell'e confezionato: «umani!».Ma gli (altri) animali non insultano.***Questo intervento è stato tratto dalla newsletter di Corriere Animali inviata gratuitamente tutti i venerdì mattina. Per riceverla potete iscrivervi QUI.










