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11 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 10:58

Nelle prossime ore potrebbero cominciare le deportazioni di 9mila migranti a Guantanamo, il centro di detenzione che sorge nell’enclave statunitense nel sud di Cuba una volta destinato ai terroristi dell’11 settembre e che Trump ha adibito come centro di detenzione di immigrati illegali. Si tratterebbe di un aumento esponenziale rispetto alle circa 500 persone trattenute per brevi periodi sull’isola da febbraio, e di un passo avanti verso il piano annunciato dal presidente a gennaio, che prevede l’utilizzo della struttura per ospitare fino a 30.000 migranti. La ragione ufficiale dei trasferimenti, secondo Politico.com che ha riportato la notizia, è liberare posti letto nei centri di detenzione americani, ma l’utilizzo della famigerata struttura vuole anche inviare un segnale volto a scoraggiare l’immigrazione illegale. Secondo il Washington Post, tra le migliaia di stranieri che sarebbero destinati a Guantanamo ci sarebbero anche italiani e migranti provenienti da Gran Bretagna, Francia, Germania, Irlanda, Belgio, Paesi Bassi, Lituania, Polonia, Turchia e Ucraina.

Da Roma, tuttavia, arriva un primo stop. “Per ora si tratta di un articolo del Washington Post e non c’è nessun annuncio ufficiale – ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, ospite di ‘Non stop news’ su Rtl 102.5, -. Le prime informazioni che però vengono dal Dipartimento per la sicurezza nazionale ci dicono che Guantanamo verrebbe utilizzata per i clandestini di Stati che non accettano i rimpatri, cosa che invece l’Italia ha già detto all’amministrazione americana tempo fa che era disposta” a fare, “quindi non dovrebbero esserci possibilità per gli italiani di essere portati a Guantanamo”. Il titolare della Farnesina ha aggiunto in ogni caso che per “domani pomeriggio è già in agenda una telefonata con il segretario di Stato Marco Rubio e cercherò di avere ulteriori chiarimenti, ma mi pare che questa sia una situazione da non drammatizzare perché gli italiani verrebbero ripresi in Italia“.