All'annuale conferenza della Faith & Freedom Coalition a Washington, Donald Trump ha attaccato la sinistra radicale americana usando il comunismo come arma retorica. Il presidente ha ironizzato sulla facilità con cui il comunismo conquista consensi - case gratis, cibo gratis, affitti azzerati - salvo poi dipingerne le conseguenze come una catastrofe: miseria, assenza di legge, degrado da paese del Terzo Mondo. Un attacco che mescola sarcasmo e allarme, rivolto a una platea evangelica già convinta.Nel discorso, Trump ha anche accusato la sinistra di voler riprendere quello che chiama la "mutilazione transgender dei bambini" e di portare avanti una guerra contro i cristiani e le chiese. Gli avversari, ha detto, sono pronti a tutto: compreso - a suo dire - eliminare fisicamente chi si oppone a loro. "Sono animali", ha dichiarato, aggiungendo che il loro modello si regge su promesse che sanno già di non poter mantenere. Il riferimento è in particolare a Zohran Mamdani, il giovane sindaco socialista eletto a New York lo scorso novembre, che Trump aveva già bollato come "comunista antisemita" durante la campagna elettorale e che ora torna a usare come simbolo della deriva progressista del Partito Democratico.