«È sempre stato un figlio di puttana», ha detto Trump di Joe Biden. L’elenco degli insulti lanciati dal presidente americano si allunga ogni giorno. Se dovessimo fare riferimento alla Vertigine della lista, il saggio in cui Umberto Eco catalogava i cataloghi, potremmo classificare gli insulti di Trump tra le accumulazioni caotiche: idiota, testa dura, mulo (al presidente della Fed), parassiti, scrocconi, orribili (agli europei), stronzo invadente e odioso, prugna rinsecchita (a Springsteen), comico mediocre e dittatore non eletto (a Zelensky), animali (ai manifestanti pro immigrati), corrotti e criminali (ai Paesi da cui provengono gli immigrati), eccetera. Qualcuno gli risponde per le rime: per il coreano Kim, per esempio, Trump è un batterio e uno scarafaggio. Biden, durante un celebre confronto televisivo, gli ha dato del pagliaccio. E mentre Donald bollava come stupida pazza Kamala Harris, lei si limitava a giudicarlo sobriamente un tiranno fascista. Musk aveva qualificato la politica del suo amico un disgustoso abominio, prima di pentirsi come un bambino.
Un elenco di insulti, la nuova retorica
L’elenco degli insulti lanciati dal presidente americano si allunga ogni giorno. Se dovessimo fare riferimento alla Vertigine della lista, il saggio in cui Umberto Eco catalogava i cataloghi, potremmo classificare gli insulti di Trump tra le accumulazioni caotiche






