di
Rinaldo Frignani
Per il capo di Stato maggiore della Difesa «il conflitto in Ucraina ha evidenziato la necessità di una difesa autonoma europea. E di riequilibrare le capacità militari dell’Italia». E «Gli Usa non ci abbandoneranno»
«L’Italia segue con costante e attenta preoccupazione l’evoluzione della situazione in Medio Oriente, in un periodo segnato da una profonda instabilità, conflitti sanguinosi e una molteplicità di crisi interconnesse, che si alimentano reciprocamente». Così il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, dopo l’inizio della guerra fra Israele e Iran.
Generale, che sta accadendo? «L’operazione condotta in autonomia dalle forze armate israeliane apre oggi un nuovo capitolo, aggiunge elementi di tensione e sta determinando un’escalation del conflitto tra i due Paesi, che tutti oggi vogliono scongiurare. In un dominio multidimensionale e multinazionale, gli elementi sul tavolo sono il successo (o insuccesso) di un accordo sul nucleare con l’Iran, la contiguità geopolitica di Stati, attori, interessi, risorse, alleanze e rivalità. Sino a ipotesi di maggiore ampiezza e gravità, con il rischio di deflagrazione ed estensione del conflitto aperto ai Paesi limitrofi».









