L’escalation nello scontro tra Israele e l’’Iran ha avuto come conseguenza un aumento del livello di allerta nei paesi limitrofi. Tra questi il Libano, che confina a sud con Israele. Qui, nella parte sud del paese, dal marzo del 1978, ovvero dall’invasione del paese dei cedri da parte di Israele, è attiva Unifil (”(United Nations Interim Force in Lebanon”), una missione delle Nazioni Unite. Istituita dalla risoluzione 425 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, la durata della missione è stata prorogata attraverso risoluzioni successive, ogni sei mesi. Partecipano circa 10mila soldati, sono coinvolte 47 nazioni.
Dal ritiro militare israeliano nel 2000, la missione si occupa tra l’altro di demarcare la linea blu che separa di fatto il Libano da Israele. Dopo la guerra del 2006 la missione era stata rafforzata con un nuovo mandato elaborato dalla risoluzione n.1701. Dopo l’ultimo conflitto tra Hezbollah e Israele, interrotto dal cessate il fuoco dello scorso novembre, la risoluzione n.1701 è stata rinforzata con una serie di misure sul terreno. Tra le funzioni che vengono svolte dai Caschi blu, quella di monitorare la cessazione delle ostilità (permanente), accompagnare e sostenere le Lebanese Armed Forces (LAF) nel loro rischieramento nel Sud del paese, comprendendo la Blue Line e coordinare il ritiro delle IDF,ovvero le Forze di difesa israeliane, dai territori libanesi occupati e il ridispiegamento delle LAF negli stessi territori una volta lasciati liberi dagli israeliani. I militari di Unifil devono anche prevenire la ripresa delle ostilità, mantenendo tra la Blue Line e il fiume Litani una area cuscinetto libera da personale armato, assetti ed armamenti che non siano quelli del Governo libanese e della stessa missione delle Nazioni unite.






