Israele bombarda vicino, troppo vicino, ai soldati di pace di Unifil in Libano. Nessuno, per fortuna, rimane ferito, ma il gesto è «uno degli attacchi più gravi al personale Unifil dal cessate il fuoco dello scorso novembre». Le Nazioni Unite denunciano «la violazione del diritto internazionale». Gli Stati che contribuiscono alla forza di interposizione, Italia in testa, protestano. A Roma il sistema politico sente l’onda d’urto. Ha un sommovimento. Sullo sfondo c’è la guerra infinita a Gaza, la fame, le decine di migliaia di vittime che Israele sta mietendo. «Israele sia chiamato a rispondere delle proprie azioni — dice il capogruppo Pd Stefano Graziano rivolgendosi al governo ma anche a tutta la comunità politica —. Il silenzio o l’ambiguità sarebbero complicità».