È morto a 96 anni nella sua casa di Torino Franzo Grande Stevens, avvocato di fiducia della famiglia Agnelli e protagonista di alcune delle più delicate operazioni finanziarie italiane. Nato a Napoli il 13 settembre 1928, laureato in giurisprudenza alla Federico II - suo maestro fu Francesco Barra Caracciolo - si trasferì poi a Torino. Qui la sua storia si intrecciò indissolubilmente con quella di Gianni Agnelli, diventando 'l'avvocato dell'avvocato'. Ne seguì gli affari in tutte le vicende più importanti, dall'ingresso di Lafico in Fiat all’equity swap Ifil-Exor del 2005. È stato presidente della Juventus dal 2003, dopo la morte di Vittorio Caissotti di Chiusano, fino alle vicende di Calciopoli e alle dimissioni del 2006, rimanendo comunque presidente onorario della società. Ma non solo Agnelli: Grande Stevens è stato anche legale di Carlo De Benedetti, dell'Aga Khan, delle famiglie Ferrero, Pininfarina e Lavazza.
È stato inoltre vicepresidente della Fiat, Toro Assicurazioni, Ciga Hotels, Cassa Nazionale Forense, Consiglio Nazionale Forense e Compagnia di Sanpaolo. Lo scorso anno aveva ricevuto un'onoreficenza per i 70 anni da avvocato. Nel messaggio inviato per ringraziare e letto alla cerimonia, aveva scelto di scrivere una lettera ad un giovane collega, spiegando che "Chi come me ha quasi un secolo di vita e ha trascorso settant'anni da avvocato, ha visto e vissuto i cambiamenti della nostra professione perché come ho sempre detto, l'avvocato, più di ogni altro, è e rimane figlio del suo tempo. Ci tengo però a ricordare che, nonostante il mondo sia mutato, regole di correttezza, integrità, dedizione e deontologia rimangono sempre valide, quelle stesse regole che il nostro Fulvio Croce ha sempre rispettato fino al punto di pagare con la propria vita".










