Con Franzo Grande Stevens, scomparso all’età di 95 anni, se ne va un pezzo dell’Italia del Novecento: l’Italia laica, risorgimentale, industriale, radicata nel passato ma proiettata nella modernità, seria ma ossessionata dal non annoiarsi.

No, lui non è stato semplicemente – come in tanti lo ricordano con un appellativo che i cultori di storia minima torinese fanno risalire allo stesso Gianni Agnelli – “l’avvocato dell’Avvocato”, il custode della componente civilistica della vita segreta della prima famiglia del nostro Paese e dei meccanismi societari di un gruppo che oggi non esiste più, ma che è stato – dalla Fiat alla Stampa, dal Corriere della Sera al Sanpaolo – uno Stato nello Stato.

Allievo di Galante Garrone

Franzo Grande Stevens, semplicemente “Franzo” per i tanti che ne apprezzavano la cordialità e l’educazione insieme partenopea e anglosassone come le origini sue e di tanta parte...