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Ultimo aggiornamento: 8:03

La sinistra preferisce perdere – come è stato con i cinque referendum promossi dalla Cgil e da altre associazioni – perché è troppo moderata per volere affrontare i veri problemi della gente, che sono invece radicali: attualmente il problema principale per milioni di lavoratori e di famiglie del ceto medio sono i bassi salari che sono (quasi) fermi rispetto all’inflazione che invece continua a crescere. Così i lavoratori diventano sempre più poveri. E’ questo l’elefante nella stanza che il Pd di Elly Schlein e il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte fanno finta di non vedere, e che non vogliono vedere perché non hanno il coraggio di affrontare il problema. Aumentano i prezzi degli alimentari, aumentano le bollette, aumentano gli affitti, aumentano i prezzi delle vacanze. Tutto aumenta meno i salari.

Per adeguare i salari ai prezzi la soluzione è (in teoria) semplice: occorre battersi con forza per una legge che indicizzi i salari al costo della vita, cosicché a posteriori, magari sei, otto mesi o un anno dopo l’aumento dei prezzi, gli stipendi recuperino automaticamente il potere d’acquisto. Ma questa indicizzazione darebbe ovviamente molto fastidio agli imprenditori e sarebbe condannata dall’Europa della signora Ursula von der Leyen, la stessa che vuole spendere centinaia di miliardi per riarmare l’Europa. E quindi l’opposizione non chiede una nuova scala mobile per non disturbare il manovratore. E quindi la sinistra non andrà mai al governo, perché per andare al governo occorre rispondere ai bisogni concreti di milioni di lavoratori e avere il coraggio di disturbare il manovratore.