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Ultimo aggiornamento: 7:15

Se cercavate un modo rapido per trasformare il carrello della spesa in una roulette, eccolo: stipendi reali giù, credito al consumo di nuovo su. L’arte italiana dell’arrangiarsi si aggiorna: non potendo far crescere i salari più dell’inflazione, proviamo a far crescere… le rate. Geniale. Finché non arrivano gli interessi a bussare alla porta con la delicatezza di un esattore medievale.

I numeri sono poco romantici. L’OCSE ha fotografato la nostra corsa sul tapis roulant: avanziamo, ma il nastro scorre più veloce. Dopo il picco dei prezzi, in tanti Paesi i salari reali hanno ricominciato a respirare, ma in Italia il recupero è lento e la perdita cumulata dal 2021 resta pesante (riduzione del 7,5%). La stessa OCSE indica che gli aumenti nominali qui sono stati tra i più mosci dell’area avanzata e solo di recente, con l’inflazione in raffreddamento, promettono “modesti” recuperi: tradotto, non siamo tornati dove eravamo prima della fiammata.

Nel frattempo, un’altra curva riprende quota: i prestiti. L’ABI segnala che gli impieghi a famiglie sono tornati a crescere e che i tassi, pur scesi dai massimi, restano tutt’altro che simbolici. Non sono regali, ma abbastanza per convincere chi è in apnea di liquidità a prendere fiato con il tubo dell’aria bancaria.