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13 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:22
Abbattere 800mila uccelli protetti. È il piano di governo e Regioni, sia di centrodestra sia di centrosinistra, per uccidere – in deroga alla legge – 230mila storni e 580mila fringuelli, specie considerate protette dalla Direttiva dell’Unione europea sull’avifauna. La Conferenza Stato-Regioni si è riunita per dare il via libera al “riparto delle ‘piccole quantità’ prelevabili in deroga per l’anno 2025″. In misura differente sono coinvolte: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna (solo storno), Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia (solo storno), Toscana (solo fringuello), provincia autonoma di Trento (solo fringuello), Umbria e Veneto. Come si vede, alla richiesta di caccia in deroga ci sono anche amministrazioni di centrosinistra, a parole più attente alla protezione della fauna selvatica e dell’ambiente. A parola, appunto.
La denuncia di quanto sta accadendo è stata fatta dalla Lac (Lega abolizione caccia), che ha diffuso una nota per dire che “questo è il nefando risultato del clima di ingordigia e prepotenza venatoria che si sta consolidando da alcuni anni, favorito anche da atteggiamenti clientelari dell’attuale maggioranza. Ottocentomila animali sono una ‘piccola quantità’? Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha ancora il coraggio di dire che le proposte di deregulation della caccia e di aumento delle specie cacciabili sono fake news?”. Il riferimento è alle parole di Lollobrigida, che mercoledì 11 giugno ha risposto in Parlamento in merito alle bozze – diffuse in esclusiva da ilFattoQuotidiano.it – sulla riforma della legge 157/92.






