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12 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:05
La guerra del centrodestra contro gli animali prosegue e questa volta riguarda i circhi. Il piano di Fratelli d’Italia, da una parte, e di Forza Italia, dall’altra, è di cancellare con un colpo di spugna due divieti entrati in vigore nel 2022: quello che proibisce di acquistare nuovi esemplari e quello che stabilisce che non è più possibile far riprodurre gli animali in gabbia. In sostanza, le norme che impediscono di ampliare i capi attualmente utilizzati dentro i tendoni. I due partiti hanno presentato emendamenti al disegno di legge che punta a smontare la legge sulla caccia, liberalizzandola, e di cui ilFattoQuotidiano.it ne anticipò in esclusiva i contenuti, e che ora è in discussione in Senato. Il tutto succede a poche settimane dalla decisione di Giorgia Meloni e del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, di rinviare – per l’ennesima volta – il divieto sull’uso degli animali nei circhi (al momento, circa 2mila) al 31 dicembre del 2026.
Nello specifico la senatrice di FdI, Antonella Zedda, ha firmato il provvedimento che mira a eliminare il divieto di riproduzione “degli animali pericolosi detenuti nei circhi e nelle mostre faunistiche con carattere permanente, aperte e amministrate per il pubblico”. Ma nelle commissioni riunite di Ambiente e Agricoltura è arrivato anche il testo dei senatori di Forza Italia, cioè Maurizio Gasparri, Adriano Paroli e Dario Damiani, che intende autorizzare circhi e mostre faunistiche ad acquistare nuovi esemplari. Come denunciato dalla Lav, però, c’è di più: l’emendamento di FI autorizzerebbe, se approvato, a “detenere senza alcuna limitazione animali selvatici che costituiscano un pericolo per la salute pubblica, per l’incolumità delle persone o per la biodiversità, nonché i loro ibridi purché dichiarati idonei dalle autorità competenti in materia di salute e sicurezza pubblica. Attualmente, tale detenzione, infatti, è consentita solo fino al termine naturale della vita degli animali e purché ne venga garantita l’impossibilità di riproduzione e non ne siano acquisiti di nuovi”.






