AVIANO (PORDENONE) - Con il rumore dei trapani sullo sfondo e il battere dei martelli, le livelle in mano, attrezzi sparsi in ogni angolo e più di 40 gamelle appese nei posti più bizzarri, proseguono per il secondo weekend consecutivo i lavori di restauro della Casera Valfredda e della adiacente stalla a Giais di Aviano. Un’opera resa possibile dal contributo regionale, pari a 65mila euro, di cui 50mila di questi concessi al Gruppo Alpini di Giais, tramite la sezione Ana di Pordenone e il suo presidente Ilario Merlin. Una volta aver elitrasportato, il 12 aprile scorso, il materiale e i viveri necessari ai lavori, alpini e volontari si sono dati appuntamento per l’ultimo weekend di maggio, quando sono entrati in azione. In quello appena concluso invece Casera Valfredda è rinata.
«L’avventura è iniziata con grande entusiasmo, ma anche con qualche piccola preoccupazione – racconta Olivo Del Turco, capogruppo degli alpini di Giais -. Il primo giorno di lavori, infatti, vedeva la necessità di sostituire le lamiere dei tetti di entrambe le strutture, lavoro che richiedeva molta attenzione e precisione, nel rispetto soprattutto delle norme sulla sicurezza, ma che è stato reso possibile grazie all’attenta organizzazione nelle settimane precedenti». «Una volta aver creato dei sistemi di trattenuta per l’ancoraggio dei lavoratori - la spiegazione tecnica degli alpini -, i 4 fine settimana stimati si sono drasticamente ridotti: in un weekend, grazie a più di 40 persone presenti, è stato possibile terminare, quasi nella sua totalità, un primo grande punto della lista. Mancherebbero soltanto alcuni accorgimenti e rifiniture». «Il lavoro più preoccupante e impegnativo è stato eseguito sotto la guida di Claudio Cremon - precisa il capogruppo del Turco - che, competente nel settore, ha indirizzato la forza lavoro al meglio. Nel mentre, in concomitanza con i tetti, si è potuta installare la nuova canna fumaria per l’installazione della nuova e più moderna stufa». «Un peccato, da un certo punto di vista – racconta sorridendo il capogruppo – in quanto il precedente odore di fumo era l’inconfondibile segnale di passaggio in casera». Sono stati anche montati i 24 letti a castello che resteranno a disposizione per i futuri ospiti della montagna.






