Il cielo è cupo e minaccia pioggia su Scarnafigi, ma l’arrivo del piccolo camion nelle campagne del paese, diretto in via dell’Olmo, alla cascina di Giovanni Bonardo, è un vero raggio di sole. Prima di svoltare nel cortile dell’azienda transita accanto al prato dove pascolano tre vacche Piemontesi, che alzano lo sguardo, incuriosite. Sono i tre capi bovini che l’allevatore e margaro ha potuto acquistare un paio di mesi fa grazie al supporto della Fondazione Specchio dei tempi de La Stampa. Dal camion vengono invece fatte scendere due vitelle, che vanno ad arricchire la mandria di Bonardo e sono il risultato concreto della solidarietà promossa da Confagricoltura Cuneo per aiutare lo sfortunato allevatore.
Una strage di animali ancora senza risposta
Lo scorso 12 luglio Bonardo aveva perso in poche ore 47 capi di bestiame. Li aveva trovati in gran parte già morti, altri in fin di vita, nell’alpeggio di San Giacomo a Oncino. Una strage, ancora senza risposta: le analisi dell’Istituto zooprofilattico regionale hanno escluso l’avvelenamento doloso, ma non sono riuscite ad individuare la causa che ha portato, in poche ore, alla morte degli animali. «Quell’episodio – racconta Bonardo – ha seriamente compromesso la mia azienda. La tentazione di mollare tutto è stata forte. Se oggi sono ancora qui è grazie al sostegno di tanti amici e colleghi, e alla solidarietà di enti, aziende e persone». Il Comune di Oncino aveva avviato una raccolta fondi, la famiglia Gaveglio, allevatori di Scarnafigi, ha regalato a Bonardo quattro vitelli di razza Piemontese, mentre un commerciante di bestiame di Balangero, Domenico Bergagna, ha donato una vacca gravida.






