“La clemenza di Tito”, il Concerto per clarinetto, l’Ave Verum, il Requiem, “Die Zauberflöte”. Il 1791, segnato dalla morte di Mozart, si può legittimamente annoverare fra gli anni più generosi di capolavori dell’intera storia della musica. “Die Zauberflöte”, testamento spirituale di Amadeus, è il punto di partenza autentico del grande teatro tedesco, al quale avrebbero guardato poi Beethoven, Weber, Hoffmann, Wagner.“Singspiel” terribilmente complesso per la varietà di toni e di scrittura, per il coinvolgimento di solisti e di insiemi, nel passaggio da arie a concertati, a interventi corali, senza tener conto della difficoltà della prosa.“Die Zauberflöte” manca da qualche anno dalle scene genovesi per cui l’aspettativa per lo spettacolo di venerdì 13 al Carlo Felice è alta.

Lo sciopero è stato sospeso dopo una riunione a cui hanno partecipato con le due sigle sindacali CGIL e SNATER e il sovrintendente Galli anche il vicesindaco Terrile e l’assessore alla cultura Montanari: c’è da parte del Comune un impegno ad affrontare quanto prima il problema Carlo Felice.L’opera verrà dunque proposta nello storico allestimento di Lele Luzzati. La regia porta la firma di Daniele Abbado mentre sul podio salirà Giancarlo Andretta (già apprezzatolo scorso anno nel “Barbiere di Siviglia”) che, stando alle impressioni suscitate in prova, sta facendo un egregio lavoro di concertazione e di ricerca di equilibrio fra buca e palcoscenico.