È il vizio storico di una sinistra che oggi, più di tutti e tutto, è orfana di Berlusconi e del berlusconismo. Più dei berlusconiani, più del centrodestra che ha addirittura riscritto le sue regole interne. Più della sua Forza Italia che, contro ogni pronostico, esiste e resiste. Garanzia di unità a corrente alternata, l’antiberlusconismo ha conosciuto up e down plasmando, come nel 2006, tutto quello che sembrava biologicamente inavvicinabile. È stato motivo e motore di una guerra politica e personale senza esclusioni di colpi. Guerra che oggi, in parte riversatasi su Giorgia Meloni, oltre ad essere deleteria si è rivelata addirittura controproducente. Fuori dal tempo e dallo spazio. A due anni esatti di distanza dalla sua scomparsa, possiamo affermare con assoluta certezza che Berlusconi manca ai suoi avversari molto di più di quanto possa mancare ai suoi amici. Non in termini umani ed affettivi, ma chiaramente utilitaristici e comunicativi. Anche in politica avere un bersaglio fisso è più facile che averne uno mobile.
Silvio Berlusconi, il lungimirante visionario
Che Silvio Berlusconi fosse un lungimirante visionario lo avevano capito sport, imprenditoria, comunicazione ed informazione, ancor prima della politi...













