TORINO. Ex comandante pilota con al suo attivo (fra l’altro) 13 mila ore di volo sui Boeing 777, il nostro interlocutore non vuole essere citato perché non ci sono ancora elementi concreti sulle cause dell’indicente, ma si presta ad alcune considerazioni generali.
Sappiamo tutti che il decollo è la fase più difficile del volo, ma da un certo punto di vista non è, invece, la più controllabile? I motori e il resto della meccanica sono stati appena verificati, e se il tempo è brutto si può sempre decidere un rinvio… eppure l’incidente capita lo stesso. Come mai?
«Le statistiche di sicurezza dei voli sono in costante miglioramento, ma non arriveremo mai ad avere zero incidenti. Qualunque attività umana è rischiosa. Persino alzarsi dal letto e andare in bagno… Io lo posso testimoniare, visto che da quando ho smesso di pilotare faccio il volontario per il 118 e di incidenti domestici ne vedo tanti».
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Dicono che questo sia il primo Dreamliner che cade, ma si tratta comunque di un Boeing, come i MAX che sono precipitati negli ultimi anni. I viaggiatori cominciano a nutrire una certa sfiducia verso i Boeing. Secondo lei è giustificata?












