«Ero sull’ambulanza con Ana distesa sul lettino priva di sensi. Si vedeva che stava male, ma l’anestesista e l’autista invece di sbrigarsi e pensare a lei, discutevano su dove fosse meglio portarla: il conducente sosteneva di conoscere un ospedale molto vicino (forse il Policlinico Gemelli o l’Aurelia Hospital) e che sarebbe stato meglio andare lì, mentre l’altro si è impuntato che voleva andare da tutt’altra parte, al Policlinico Umberto I. Molto più lontano». Jorge Manuel Salas Garcia, compagno di Ana, racconta ma è sotto choc. Sconvolto come il figlioletto della coppia, di dieci anni, che sabato scorso attendeva in hotel a Roma il ritorno della mamma Ana Sergia Alcivar Chenche, 46 anni, e invece ora la piange disperato.