Era fuori dalla porta, nella sala d’attesa, che aspettava di poter riabbracciare la sua Ana Sergia una volta terminato l’intervento. Invece, dopo poco tempo ha visto uscire il medico che stava eseguendo l’operazione e, vedendolo agitato, ha subito capito che qualcosa stava andando storto: «Mi ha detto che c’erano problemi di pressione arteriosa, che forse l’anestesia non era andata bene», ha raccontato l’uomo al suo avvocato e agli agenti del commissariato Primavalle, dove ha sporto denuncia.
Liposuzione fatale, morta a 47 anni Ana Sergia Alcivar Chenche. Il chirurgo senza autorizzazione da 13 anni, la corsa in ospedale, i precedenti: cosa è successo
I soccorsi non sarebbero stati chiamati subito, perché medico, anestesista e infermiera hanno cercato di rianimare la donna. «Poi uno di loro ha insistito per chiamare un’ambulanza privata e per andare al policlinico Umberto I», avrebbe aggiunto l’uomo. Anche se non era l’ospedale più vicino all’ambulatorio. Un dettaglio che, ripensandoci a mente fredda, non convince il compagno della vittima e nemmeno i figli, che dopo avere saputo quello che era successo si sono precipitati nella Capitale.
Non era la prima volta che la quarantasettenne si sottoponeva a ritocchi estetici, quindi non era preoccupata. A consigliarle il dottor José Lizarraga Picciotti era stata un’amica che lo conosceva e che si era rivolta a lui in passato. Ana Sergia si era fidata.










