Brian Wilson parlava con gli angeli. E gli angeli lo stavano ad ascoltare. La musica che componeva arrivava direttamente da un altro universo, da un altro mondo, forse da Dio. Una voce gliela sussurrava dentro e lui la trasformava in suoni che le persone potessero ascoltare attraverso un pianoforte o un’orchestra intera, che lui radunava in studio e più che dirigerla la suonava come fosse uno strumento solo.

Morto Brian Wilson, il genio dei Beach Boys

È stato il fondatore e l’anima dei Beach Boys, ha trasformato le canzoni da spiaggia in complesse opere fatte di overture, intermezzi, voli pindarici, tempi ossessionati e movimenti folli, che i musicisti eseguivano in preda a un sentimento che per metà era rabbia per la follia del lavoro e per l’altra metà era pura estasi e incanto.

Brian Wilson è stato un’anima tormentata e sofferente, racchiusa nel corpo di un enorme ragazzo timido e complessato, devastato dal rapporto con un padre che aveva visto in lui una miniera d’oro e il riscatto alla propria mediocrità. È stato un uomo che dopo i primi enormi successi ha lasciato che la sua band di fratelli, cugini e amici del cuore andasse in giro per il mondo a esibirsi senza di lui, perché per la sua anima stare su un palco e girare il mondo era davvero troppo.