TREVISO - «La visione dei genitori a volte è offuscata dall'amore per i figli. Non si vuole vederli soffrire. Ma non va dimenticato che il fallimento, la gestione della frustrazione e l'accettazione dei limiti, ha un potere magico sulla crescita psico-affettiva delle persone. Oggi è indispensabile che si sviluppino competenze relazionali in contesti come la scuola e le associazioni sportive. Solo così sarà possibile gestire al meglio i processi ed eventuali difficoltà, senza rivolgersi a carabinieri o tribunali».
Jacopo Lodde, psicologo e psicoterapeuta, da anni impegnato nel mondo dello sport, parla in modo diretto. In questi giorni sono emersi in particolare di due casi. A Montebelluna un bambino di 10 anni si è sentito umiliato dall'allenatore della squadra di calcio. E un alunno all'ultimo anno di una scuola elementare paritaria del trevigiano ha ricevuto un giudizio a dir poco netto da parte della maestra in calce a un compito con vari errori ortografici: «Se la tua idea è di continuare così, per me puoi stare a casa». La prima famiglia è pronta ad andare in tribunale. E la seconda si è già rivolta ai carabinieri di Castelfranco per capire come muoversi. Lo psicologo non entra nel merito dei casi specifici. Ma traccia linee che non possono non essere prese in considerazione.








