ROVIGO - I referendum non sono passati, quella dei sì è una vittoria scontata, ma di Pirro. Eppure c'è stato un quesito, quello sul dimezzamento a cinque anni del tempo di residenza degli extracomunitari per chiedere la cittadinanza italiana, che ha avuto il successo dei favorevoli di poco, con il 56,27 per cento (24.760 voti) rispetto al 43,73 per cento dei no (19.243 voti), con diversi comuni nei quali il diniego è prevalso.
I quattro quesiti sul lavoro hanno visto la prevalenza netta del sì, con cifre che vanno da 86,13 per cento della prima scheda sui licenziamenti senza giusta causa al 84,77 sulle indennità di licenziamento, 86,05 sui tempi e condizioni di rinnovo dei contratti a tempo e 84,04 sulle responsabilità degli infortuni.
Tornando proprio alla scheda più divisiva, quella per la cittadinanza italiana, ci sono stati diversi centri polesani dove il no è prevalso e sono stati quindici, vale a dire Bosaro (52,65 per cento), Castelnovo Bariano (51,05), Costa (51,94), Fiesso Umbertiano (51), Giacciano con Baruchella (52,51), Guarda Veneta (53,01), Loreo (55,70), Lusia (50,94) Melara (53,55), Pettorazza Grimani (50,60), Porto Viro (51,97), Salara (54,64), Taglio di Po (51,38), Villamarzana (51,09) e Villanova del Ghebbo (50,31). Sul fronte del sì, detto che quasi tutti gli altri centri sono stati di alcuni punti sopra il 50 per cento, uno finito sul filo di lana è stato Rosolina con il sì che ha avuto il 50,85 e soltanto sei hanno avuto distacchi sensibili, con i favorevoli sopra il 60 per cento: Rovigo (63,41), Porto Tolle (60,93), Gavello (64,53), Gaiba (62,33), Fratta Polesine (63,94) e Crespino (63,03).











