Ci mancavano le “prove tecniche di guerra” in classe, naturalmente politicamente orientate, con tanto di sirene d’allarme a tutto volume nei corridoi degli istituti scolastici bolognesi. Scopo della rappresentazione: far meglio comprendere agli studenti che cosa provino i palestinesi a vivere sotto le bombe. Una trovata teatrale in perfetta cornice pro-Pal, ideata dall’attore e scrittore Alessandro Bergonzoni e poi approvata e diffusa dall’assessore all’Istruzione (con delega all’Educazione alla pace, ça va sans dire) del Comune di Bologna, Daniele Ara. L’iniziativa nata nella Bologna amministrata dal Pd, guarda caso realizzata i primi giorni di giugno a ridosso della manifestazione di piazza pro-Palestina organizzata dalla sinistra, ha trovato il favore dei presidi, che hanno “costretto” centinaia di ragazzi a partecipare a quella che hanno chiamato una “esercitazione di immedesimazione con il popolo palestinese e con tutti i popoli in guerra”. Al di là della discutibile teatralità della rappresentazione bellica portata sui banchi di scuola, resta un’altra stortura, la solita. Quella di una sinistra che continua a raccontare il mondo con una lente monofocale. Il massacro di Hamas del 7 ottobre e le vittime israeliane? Cancellate. Il dolore ebraico non trova posto nel copione ideologico.