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Condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara, il 54enne ha raccontato la sua versione in tv
In circa un anno parla per la seconda volta in tv senza filtri. Prima in una docuserie Netflix, oggi a Belve Crime, condotto da Francesca Fagnani. Si tratta di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo con sentenza passata in giudicato per l’omicidio di Yara Gambirasio, avvenuto il 26 novembre 2010. E, come sempre, l’ex operaio di Mapello, anche in questo dialogo registrato nel carcere di Bollate in cui è recluso, ha proclamato la sua innocenza.
“Sopravvivo all’ingiustizia - ha esordito Bossetti - Anche se venissi prosciolto, me lo auguro, sono sempre etichettato con questa accusa infamante. Mi sono sempre difeso con la mia sola arma: la verità. Ma non c’è verità per chi non vuole ascoltare”. Il recluso si è detto comprensivo per il dolore di Fulvio Gambirasio e Maura Panarese, i genitori di Yara: “La perdita di un figlio è inquantificabile. Non è fatta la giustizia che si dovrebbero meritare, perché si sarebbero dovute percorrere diverse strade”.














