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I legali di Massimo Bossetti sono in attesa di acquisire il materiale mai visionato per tentare una revisione del processo. L'avvocato Paolo Camporini: "Riscontri oggettivi agli atti. Yara non uscì mai viva dal centro sportivo"
"L'unico Dna rinvenuto e mai contestato porta a un contesto diverso da quello che ha determinato la condanna del mio assistito". Lo dichiara a ilGiornale l'avvocato Paolo Camporini, uno dei legali di Massimo Giuseppe Bossetti, l'ex muratore di Mapello condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 novembre del 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo) e ritrovata senza vita in un campo a Chignolo d'Isola tre mesi dopo. A 15 anni dal delitto, per la prima volta i difensori del 54enne potranno visionare i dati relativi ai profili genetici che portarono all'identificazione di "Ignoto Uno", traccia poi attribuita a Bossetti . "Si tratta di materiale probatorio 'stranamente' non depositato agli atti processuali, tanto che la Corte ne ha valorizzato il carattere di assoluta novità", puntualizza i legale.






