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L'ex muratore di Mapello si difende in tv, ma l'esperta al Giornale smonta le sue teorie: "Nessuna contaminazione"
"Chi lo dice che era il mio il Dna ritrovato sugli slip di Yara? È tutto assurdo". Lo ha detto Massimo Giuseppe Bossetti nel corso dell'intervista rilasciata alla giornalista Francesca Fagnani nella prima puntata di Belve Crime, lo spin-off del format di successo targato Rai Due. Incalzato dalle domande dell'intervistratrice, l'ex muratore di Mapello, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, ha parlato della traccia di Dna rilevata sugli indumenti della vittima, classificata come "Ignoto Uno", che consentì agli investigatori di risalire all'identità dell'aggressore e chiudere le indagini. I legali del 54enne, l'avvvocato Claudio Salvagni e il collega Paolo Camporini, sostengono che quel Dna non fosse riconducibile all'assitito in quanto mancante della parte mitocondriale e, a più riprese, hanno sollecitato accertamenti su 54 campioni genetici - i cosiddetti "scartini" - che non sono stati mai analizzati.







