Prima Margaret Spada, poi Simonetta Kalfus. Oggi Ana Sergia​ Alcivar Chenche. Si allunga la lista delle donne morte di chirurgia estetica, vittime delle mancate autorizzazioni, dei permessi scaduti, della scarsa attenzione e professionalità, decedute sotto i ferri o rimaste deturpate per operazioni che dovevano migliorare il loro aspetto. Interventi spesso ritenuti di routine ed eseguiti in cliniche private prive di permessi. Un mercato, quello della chirurgia estetica, sempre più in espansione e che ha visto negli ultimi anni, complice la richiesta, il sorgere di tanti studi che offrono prezzi concorrenziali ma, come spesso la cronaca rivela, senza avere le garanzie minime.

Aveva 47 anni Ana Sergia Alcivar Chence, la donna originaria dell'Ecuador morta a Roma dopo aver avuto un malore in seguito ad un intervento di liposuzione. Lo studio medico dove la donna è stata sottoposta all'intervento di chirurgia estetica si trova in zona Torrevecchia, nella periferia della città. A quanto ricostruito la 47enne si era sottoposta nel pomeriggio di domenica alla liposuzione ma l'intervento è stato interrotto a causa di una sopraggiunta complicazione. Si è reso necessario dunque il trasporto con un'ambulanza privata al Policlinico dove i medici hanno tentato inutilmente di rianimarla. Alcivar Chenche Ana Sergia è arrivata infatti in ospedale in arresto cardiocircolatorio e già intubata. Tra le cause della morte, la perdita di coscienza associata a un'ipotensione marcata e un quadro generale di choc da ricondurre a molteplici cause.