Se la fortuna aiuta gli audaci, la sfortuna si accanisce su chi la provoca. È il caso dell’Italia nel ruolo di centrale di difesa. Era il più delicato in vista della sfida in Norvegia di domani sera, la prima per noi nel girone di qualificazione ai prossimi Mondiali, ed è stato anche quello gestito peggio. Per questo la sfortuna si accanisce. Viene convocato Buongiorno nonostante abbia giocato 69’ negli ultimi due mesi e dopo un allenamento ci si accorge che non è in grado di scendere in campo. Viene convocato Gatti nella speranza che lo sia nonostante abbia disputato 8 minuti nei suddetti due mesi.
Viene convocato Acerbi dopo essere stato escluso a parole e nei fatti perché ormai troppo vecchio, e questi rifiuta la chiamata l’indomani della finale di Champions con conseguente polemica nei confronti del ct. Il manuale dello sportivo suggerisce che la Nazionale non si rifiuta mai, ma questo “no” ad Acerbi è stato tirato fuori con la forza, ondeggiando sulla presa in giro. E poi succede che Gabbia, il candidato a giocare in quel ruolo nonostante non abbia ancora esordito in Nazionale, si fa male negli ultimi minuti del primo allenamento a ranghi completi. Sfortuna o promemoria a gestire meglio queste situazioni?












