Quella brace negli occhi. La solita. E scandisce sillabe come se le battesse sul ferro. Ghirigori retorici. Si trattiene. Ingoia rabbia. Sospetta nemici sparsi: Acerbi, Roberto Mancini, la sfortuna, una sfortuna pazzesca con la nota sequenza di infortuni. I pensieri che ha nella testa fanno il rumore di un esercito nel fango. Ma guarda: Luciano Spalletti è nervoso, e molto. Se state pensando che non è una novità, avete ragione. Solo che stavolta può essere un problema in più. E fatale. Perché dobbiamo raccontarci la verità: siamo arrivati a questa vigilia sotto una cappa di sensazioni tremende. Gli sguardi torvi, esausti, degli azzurri nell’ultimo allenamento. Un frate che li benedice. Le occhiate severe dei cronisti che prendono appunti. Gabbia, mica Cannavaro, mica Maldini, Gabbia si tocca il polpaccio, va via. Allora mettiamo Coppola su Haaland? Ma Coppola chi?
L'Italia con la Norvegia deve solo vincere, l'obiettivo è il Mondiale: Spalletti fra qualità modesta, rabbia e sfortuna
A Oslo gli azzurri hanno un solo risultato a disposizione per evitare un altro psicodramma. Tutto gira male per il c.t. Spalletti che però non ha alternative












