Un filo nero come l’umore collettivo collega il disastro dell’Inter a Monaco allo sfacelo dell’Italia di Oslo, ed è la resa senza condizioni, senza ribellioni, senza ambizioni di entrambe le squadre italiane. Okay, la forza del Paris St.Germain era stata tale da abbreviare ogni discorso, una superiorità schiacciante, umiliante perfino. Ma la Norvegia, che pure è una Nazionale molto migliore di come è stata dipinta, non è il Paris. Nusa è un 19enne di qualità ma non è Doué, eppure ha fatto ciò che ha voluto in tandem col grande Odegaard, permettendo alla coppia Sorloth-Haaland una realizzazione pressoché notarile delle palle-gol ricevute. L’Italia non ha avuto individualità, non si è visto uno straccio di gioco, conclusioni neanche a parlarne fino al 90’, e soprattutto zero ritmo. Alla fine della stagione i giocatori italiani non stanno in piedi. Fra le mille questioni poste sul tavolo dal k.o. di Oslo, questa è la principale. Un’altra strutturale è la totale mancanza di giocatori capaci nell’uno contro uno, e all’orizzonte non se ne vedono.
L'Italia è diventata un’armata Brancaleone senza capo né coda. Spalletti non si adegua all'incarico da c.t
Le dimensioni della sconfitta contro la Norvegia vietano ogni speranza logica di qualificazione diretta. Se vogliamo andare al Mondiale dovremo passare il doppio playoff del prossimo marzo. Ma quanti problemi...













