OSLO. Un po’ allenatore e un po’ psicologo. Luciano Spalletti ha passato lunghe ore nel ritiro di Coverciano per caricare una Nazionale, che non può fallire l’approccio per andare al Mondiale, e allo stesso tempo curare le ferite fisiche e spirituali di un gruppo minato da infortuni e fantasmi. Pesa il caso Acerbi e la depressione dei giocatori interisti dopo la finale di Champions, così come una difesa che ha perso un pezzo dietro l’altro, ma domani sera contro la Norvegia di Haaland non si può proprio sbagliare. «Ci sono 3 risultati possibili e provo a vincerla – rilancia il ct azzurro -, poi vediamo che succede e affronterò quel che accadrà. Siamo forti e giochiamo a testa alta».

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DAL NOSTRO INVIATO GIANLUCA ODDENINO

Per fermare Haaland servirà una prestazione super, anche se toccherà al debuttante Diego Coppola provare a fermare il gigante norvegese del Manchester City. «Quelli dell’Under 21 li conosco bene – dice Spalletti - e ci parliamo di continuo. È molto fisico, fortissimo di testa ed è difensivo: è più marcatore che costruttore, ma ha la qualità dell’attenzione e ha questa forza caratteriale». Al suo fianco agiranno i senatori Di Lorenzo e Bastoni, mentre sulle due fasce potrebbero muoversi Zappacosta a destra e Udogie a sinistra con Cambiaso e Dimarco utili nella ripresa. «A volte serve un cambio di marcia – analizza il ct - e ora sono importanti quelli che entrano dopo. Nella ripresa si determina e nella staffetta 4x100 l’ultimo è il più forte».