Sembra la trama di un giallo, di quelli scritti da Frederick Forsyth, il romanziere inglese, ex corrispondente della Bbc noto come il maestro delle spy-story, morto ieri a 86 anni dopo una vita a scrivere di thriller e guerre sotterranee. In questo caso ci sono gli 007, italiani e stranieri, le presunte vittime intercettate che gridano al complotto nonostante l’intelligence li smentisca, una società privata di un altro Paese formidabile nel captare informazioni per conto terzi, e la sinistra che ne approfitta per attaccare il governo di centrodestra.
Eppure, rispetto al Giorno dello sciacallo di Forsyth, il caso Paragon, che infiamma la politica, è meno avvincente sebbene ora sia nato uno scontro tra l’azienda israeliana produttrice del software Graphite e Palazzo Chigi. Il botta e risposta rischia di tenere banco per i prossimi giorni, con il Copasir, il Comitato parlamentare di controllo dei Servizi segreti, pronto a desecretare tutti gli atti su Graphite, che sarebbe stato usato per fare verifiche non solo sugli attivisti di Mediterranea saving humans, tra cui il fondatore Luca Casarini, l’armatore Beppe Caccia e il portavoce di Refugees in Lybia, David Yambio, ma, secondo Paragon, anche sul direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato, che essendo un giornalista non poteva essere controllato. Perché costoro sono stati spiati, da chi e perché, sono domande alle quali varie procure stanno cercando di rispondere.













