«Avevo sedici anni. Suonavamo sempre. Avevamo un repertorio sterminato, nel senso che dovevi conoscere tutto: 260 canzoni, capito? Dovevi essere pronto a tutto. Arrivava uno e ti chiedeva un pezzo — dovevi saperlo fare al volo. Non c’era tempo per prepararsi. Salivi sul palco e suonavi».
Mario Lavezzi: «Io sul palco a 16 anni, avevo già 260 canzoni in repertorio. Quando vidi i Beatles a Genova con Teo Teocoli»
Gli inizi a Milano con i Trappers: «Mio padre mi voleva avvocato come lui, ma io avevo la chitarra in testa». La controcultura degli anni Settanta, il tour con De Gregori («Ma il pubblico allora lo contestava»), Mogol e la storia dietro la canzone «Vita» di Dalla e Morandi








