«Avevo sedici anni. Suonavamo sempre. Avevamo un repertorio sterminato, nel senso che dovevi conoscere tutto: 260 canzoni, capito? Dovevi essere pronto a tutto. Arrivava uno e ti chiedeva un pezzo — dovevi saperlo fare al volo. Non c’era tempo per prepararsi. Salivi sul palco e suonavi».