Tafazzi. Leggendo l'ultimo Rapporto AlmaLaurea sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati italiani viene in mente proprio lui, Tafazzi, il mitico personaggio inventato da Aldo, Giovanni e Giacomo che, vestito in calzamaglia nera e perizoma, brandiva una bottiglia di plastica vuota con cui si infliggeva continui colpi bassi. E in effetti anche noi dobbiamo essere un po' autolesionisti se quei pochi «dottori» che abbiamo - siamo penultimi in Europa per numero di laureati - non riusciamo a tenerceli stretti. Pochi, e nonostante questo non abbastanza richiesti dal mercato e pagati ancora di meno, i nostri laureati sempre più spesso fanno le valigie, come in parte è fisiologico, ma molto più di rado tornano indietro, come invece sarebbe normale. E a partire sono proprio gli studenti più brillanti, quelli che si laureano prima e con i voti più alti. In particolare i laureati in quelle discipline Stem di cui c'è più carenza, come informatici, ingegneri ma anche fisici, biologi eccetera.
AlmaLaurea 2025, il 10% dei laureati italiani in materie Stem va all'estero (e guadagna di più)
Perdiamo soprattutto informatici, ingegneri industriali e laureati Stem di cui più avremmo bisogno (circa il 10 per cento fa le valigie). E il 70 per cento dice che non tornerà più indietro











