Ora che Luciano Spalletti non è più ct dell’Italia, può finalmente togliersi qualche sassolino da una scarpa dolentissima. L’allenatore di Certaldo non ha perso tempo e lo ha fatto nella conferenza stampa post-partita con la Moldova al Mapei Stadium di Reggio Emilia, dopo un 2-0 che non ha fatto felice proprio nessuno. Si è tornati a parlare del caso Acerbi e del suo rifiuto a far parte della spedizione azzurra nei due ultimi impegni, proprio contro Moldova e, prima, Norvegia. Uno snodo fondamentale per la qualificazione ad un mondiale che disertiamo dal 2014. Spalletti aveva bisogno di un centrale difensivo d’esperienza, ma Acerbi lo ha lasciato scoperto ed il tracollo con la Norvegia ha fatto saltare il banco, oltre che il ct.

Incalzato dai giornalisti sul futuro della Nazionale, sull’importanza che si deve dare alla maglia (come ribadito anche dall’allenatore del Pescara, Silvio Baldini, subito dopo la promozione in B ai calci di rigore contro la Ternana), Spalletti ha parlato di Acerbi senza nominarlo, ma il riferimento a lui era chiarissimo ed il monito altrettanto duro: “Spero che chi ha rifiutato la Nazionale non ci torni mai più”. La guerra Spalletti-Acerbi, dunque, è apertissima ed è difficile che lo strappo si ricomponga, perché dopo lo straordinario Scudetto vinto a Napoli, Spalletti è passato dalla cima al fondo, il flop azzurro rappresenta sicuramente il suo fallimento professionale più grande.