Altro che referendum sul governo. Per la squadra guidata da Giorgia Meloni, quello voluto dal centrosinistra si è trasformato in un referendum sulle opposizioni stesse. «Un’alternativa a noi non esiste», è la linea che filtra dai piani alti di Palazzo Chigi, dove la convinzione è che le urne abbiano sancito la disfatta del campo largo. «È definitivamente morto», l’espressione usata dal presidente del Senato Ignazio La Russa, stigmatizzata dall’altra sponda politica ma largamente condivisa nella maggioranza, che con un sospiro di sollievo ha visto i risultati arrivati dai seggi.

In particolare, i meloniani sottolineano quelli sul quesito per dimezzare i tempi per la cittadinanza che, per dirla con un big di FdI, «mettono una pietra tombale sulla visione ideologica sull’immigrazione che ha la sinistra, tra porte aperte e ius soli». I social di FdI non hanno lesinato ironia e sarcasmo nei confronti di Elly Schlein, e degli alti leader delle opposizioni: dal meme di Riccardo Magi in un seggio deserto con il lenzuolo del referendum fantasma, al post del tipo «volevate fermare Giorgia Meloni. Gli italiani hanno fermato voi». Le analisi che si fanno in ambienti di FdI sono ancora più nette. «Abbiamo detto di non andare a votare e gli italiani in gran parte non sono andati», è una delle constatazioni che circolano tra i fedelissimi della premier. La convinzione è che le opposizioni abbiano tentato una «manovra spericolata», e che alla fine «il tentativo di farsi la corsa uno con l’altro abbia fatto gioco al centrodestra».