“Il Piave mormorò: il Referendum è fallito”. Così il generale Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega. Poche parole, un commento tranchant sull'esito del referendum sulla cittadinanza, che ha visto una partecipazione di appena il 30% degli aventi diritto, ben lontano dal quorum necessario per la validità del voto. Uno psicodramma politico per la sinistra.
Per il generale ed ex comandante della Folgore, si tratta di una “sonora sconfitta” per la sinistra e per le forze politiche che hanno sostenuto la consultazione. “Gli italiani hanno detto no – scrive – la cittadinanza non è un regalo. Soldi sprecati che potevano andare a scuola, sanità, sicurezza”.
Vannacci rivendica il voto come una presa di posizione netta a difesa dell’identità nazionale, contro quello che definisce “un espediente per fare cassetto elettorale” da parte dei promotori. “Gli italiani hanno parlato con voce chiara e ferma: la cittadinanza non si regala! Con buona pace dei salotti di sinistra, dei guardiani della morale e degli amanti della società fluida”, picchia durissimo.
REFERENDUM, MAURIZIO LANDINI SCONFITTO PUNTA IL DITO: "CRISI DEMOCRATICA"
Tra i grandi sconfitti della tornata referendaria, poche storie, c'è Maurizio Landini, segretario della Cgil ...














