Infarto. Così come accade per l’ictus ischemico, ad un certo punto un coagulo di sangue va ad ostruire un vaso e toglie letteralmente sangue ed ossigeno all’area irrorata. Detto che prima si giunge alla cura e meglio è, perché il fattore tempo è fondamentale per preservare cuore e cervello, l’asportazione del grumo di sangue che occlude l’arteria è una strategia fondamentale in pronto soccorso. E se per la lesione cardiaca già ora la media di rivascolarizzazione si avvicina al 100% per l’ictus le percentuali di successo dei questo trattamento d’urgenza sono più limitate. Quindi non è facile, soprattutto in caso di ictus, riuscire a liberare completamente la via del sangue. E capita che questo tentativo si riveli vano. In futuro, però, le percentuali di successo potrebbero ulteriormente migliorare. E di molto, specie per i trattamenti per i vasi che irrorano il cervello. In senso positivo. Come? Grazie alla trombectomia “milli-spinner” che in pratica “asciuga il coagulo e lo rimpicciolisce, rendendolo quindi più facilmente asportabile.

Il trattamento è stato studiato dagli esperti della Stanford Engineering presso l’Università di Stanford. I primissimi risultati della tecnica in chiave sperimentale sono stati descritti su Nature ed aprono la via a prospettive future per il trattamento di ictus, infarto, embolia polmonare ed altre patologie legate all’ostruzione dei vasi.