Farmaci sempre più precisi e sicuri per sciogliere il trombo che ostruisce l’arteria e provoca l’ischemia. Sonde che risalgono nei vasi per rimuovere i coaguli. Creazione di strutture itineranti in grado di offrire risposte rapide e quindi ridurre il rischio di disabilità a lungo termine. Il tutto, con una logica di fondo che non cambia mai: il tempo è cervello. Guadagnare minuti preziosi, per ridare sangue ed ossigeno ai neuroni, è fondamentale per limitare i danni acuti della lesione, sia essa ischemica (ben più frequente) o emorragica.

A mettere in fila questi aspetti, con un occhio di riguardo per l’approccio da tenersi in caso di ictus in età pediatrica, sono le nuove linee Linee Guida del 2026 per la Gestione Precoce dei Pazienti con Ictus Ischemico Acuto, approvate dalle principali società scientifiche USA, con l'American Academy of Neurology che le ha definite strumento educativo fondamentale per i neurologi. "L’aggiornamento mette direttamente in pratica i più importanti progressi nella cura dell'ictus dell'ultimo decennio – è il commento di Shyam Prabhakaran, presidente del gruppo di redazione delle linee guida, in una nota della società scientifica”.

Infarto e ictus: quanto pesano depressione, ansia e stress