«Non è insolito lo scenario in sé, ma è insolito che ad agire siano stati due soggetti, due fratelli accomunati dallo stesso movente». Commenta così l’omicidio di Antonio Di Gennaro, il 72enne di Quarto ammazzato dai suoi due figli, la criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone.
Dottoressa Bruzzone, come si può arrivare a commettere un omicidio di questo genere?
«È uno scenario che non mi sorprende un granché. Purtroppo, evidentemente, la visione che hanno molti figli dei propri genitori anziani non è particolarmente edificante. Li vedono come dei bancomat e questo signore, da quanto si apprende, era diventato un bancomat non più disposto ad elargire denaro ai suoi due figli perché, giustamente, avevano l’età e le condizioni per potersi guadagnare la vita da soli e per non dipendere più, in maniera parassitaria, dall’anziano padre. Probabilmente la vittima avrà iniziato a stringere i cordoni della borsa, questo è bastato per ammazzarlo e occultarne il cadavere con l’obiettivo di continuare a sfruttarlo anche da morto. Inoltre che abbiano agito in concorso è cosa ancora più agghiacciante».
È insolito vedere due fratelli ammazzare insieme?
«Sì, è insolito che ad agire siano due soggetti, accomunati dallo stesso movente. Peraltro sono due adulti che avrebbero potuto e dovuto essere autonomi da tempo. Due soggetti sicuramente con qualche problematica sotto il profilo della personalità».












