NAPOLI. Quando lunedì sera è rientrata in casa, a Napoli, Rosaria non ha trovato il compagno. Antonio Di Gennaro, 73 anni, era uscito portando con sé i documenti e il telefonino, ma non rispondeva. Sparito.

La compagna s’era messa a cercarlo, aveva pure allertato i figli dell’uomo che per tutta risposta le avevano detto di mettersi l’animo in pace perché il padre era scappato con un’altra donna e probabilmente era già all’estero. Parole che hanno insospettito Rosaria, 71 anni, e che l’hanno spinta, giovedì, a sporgere denuncia.

Quello che si è scoperto è che Antonio Di Gennaro è stato assassinato e il suo cadavere o stipato in una cassapanca sistemata sul terrazzo di un appartamento a Quarto (Napoli). La casa dove è stato rinvenuto il corpo è quella dei due figli dell’uomo, il 42enne Michele, ingegnere biomedico, e il 34enne Andrea, che lavora in palestra.

I due fratelli - secondo quanto ricostruito dai carabinieri - hanno ricevuto il padre a casa, lo hanno narcotizzato con del sonnifero nel caffè e lo hanno soffocato con un cuscino. Forse temendo che potesse essere ancora vivo, gli hanno infilato una busta in testa. Infine hanno stipato il cadavere nella cassapanca. I sospetti erano subito caduti sui due figli di Di Gennaro per via dell’atteggiamento disinteressato manifestato alla notizia della scomparsa del genitore. Il movente del delitto sarebbe riconducibile a dissidi di carattere economico. I due fratelli sono stati fermati per omicidio e hanno ammesso le proprie responsabilità.