NAPOLI. Quando la sera di lunedì 3 giugno è rientrata in casa, a Napoli, Rosaria non ha trovato il compagno. Antonio Di Gennaro, 73 anni da compiere a luglio, era uscito. Aveva portato con sé i documenti e il telefonino, ma al cellulare non rispondeva e non aveva lasciato neppure un biglietto per motivare il suo allontanamento. Sparito nel nulla. La compagna s’era messa a cercarlo, aveva pure allertato i figli dell’uomo che per tutta risposta le avevano detto di mettersi l’animo in pace perché il padre era scappato con un’altra donna e probabilmente era già all’estero. Parole che hanno insospettito Rosaria, 71 anni, e che l’hanno spinta, il giorno 5 giugno, a sporgere denuncia allo scopo di attivare la macchina dei soccorsi. Nessuno avrebbe potuto immaginare l’epilogo macabro che i carabinieri della tenenza di Quarto e della compagnia di Pozzuoli hanno fermato oggi pomeriggio in una breve nota stampa.

Antonio Di Gennaro è stato assassinato e il suo cadavere è stato stipato in una cassapanca sistemata sul terrazzo di un appartamento a Quarto, in provincia di Napoli. Non un appartamento qualunque. La casa dove i carabinieri, a seguito di una perquisizione domiciliare disposta dalla procura della Repubblica di Napoli, hanno rinvenuto il corpo è quella dei due figli dell’uomo: un’abitazione al primo piano in via Cicori, nella zona centrale di Quarto. Scoperta da film dell’orrore, che ha inevitabilmente determinato la cattura dei due figli di Antonio Di Gennaro, il 42enne Michele - che è ingegnere biomedico - e il 34enne Andrea, che lavora in palestra.