Luciano Spalletti se ne va con stile, che è tutto ciò che si può chiedere a uno sportivo ferito nell’orgoglio da un pesante rovescio professionale. Non cerca scuse, non accampa alibi, non se la prende con nessuno se non con se stesso, e da quest’impotenza nasce il dolore che visibilmente lo segna.
L'esonero di Spalletti è corretto, ma i problemi dell'Italia non spariranno. Ranieri il miglior esorcista
Il c.t. lascia con classe, ma prima l'ultima sfida contro la Moldova, cercando un risultato storico (almeno 8-0) per aumentare le chance di qualificazione. Chiunque lo rilevi, però, non risolverà i problemi strutturali del calcio italiano













